mercoledì 16 maggio 2012

Coccole professionali



Era stata una giornata da cancellare.
In banca avevo avuto la possibilità di appurare l'instabilità mentale del direttore. In ufficio dopo un paio di appuntamenti pessimi, arriva un amico/cliente che dopo avermi raccontato le sue pene d'amore,due donne se lo contendevano, e lui povero innocente non sapeva da quale parte del mondo trasferirsi. L'amico/cliente uscì dall'ufficio dopo aver provato a infilarmi la lingua nella bocca.

Una tristezza mi assalì, mi ritrovai bisognosa di coccole, abbracci e con la voglia di ritornare a 5anni. Provai a cercare conforto con una mail triste all'amico virtuale, ma questo era troppo impegnato a caricare foto su facebook. Pensai di confidarmi con il mio uomo, ma sarebbe finita male per il cliente/amico. L'unica amica disponibile a sentire le mie disgrazie, mi ascoltò per circa 30 secondi e poi finì piangendo a dirmi dell'ultimo uomo palestrato deficiente che aveva incontrato.

Era troppo!
Telefonai con piglio risoluto alla Beauty Spa più elegante della zona, chiesi un massaggio rilassante di 1 ora.

Beauty spa:"non credo di avere posto per lei, può venire domani?"
Kyra:"no, io ne ho bisogno oggi"

E mi resi conto di aver usato quel tono presuntuoso che ha il potere di farmi trasformare da simpatica ad odiosa nel giro di un nanosecondo.

Beauty spa:"Ecco vede, abbiamo un posto tra 30 minuti" farfugliò al ragazza succube della mia arroganza.

Arrivai, indossai l'accappatoio e attesi la ragazza dei massaggi.
Dopo qualche minuto, un bel ragazzo mi disse che le massaggiatrici erano tutte occupate e che c'era rimasto solo lui..

In questa Beauty Spa di solito gli uomini fanno i massaggi agli uomini, e le donne alle donne. Che ci volete fare a sud di Bologna siamo tutti un pò riservati.

Dissi che andava bene ugualmente.
Mi godevo l'idea infantile di venir toccata, coccolata da un uomo che non poteva aver nessun secondo fine, anzi la cosa mi rendeva anche stranamente audace.

Distesa sul lettino nuda(a parte quel perizoma di carta)mi godevo le carezze rilassati di quel bel tipo, sentivo le sue mani scorrere sulla mia schiena, appoggiarsi al mio sedere, scivolare sulle cosce, finire sulle caviglie.

Mi disse:"Signora ha una bella pelle"
Riposi:"Si,lo so..ma preferisco non parlare"

Non ho mai sopportato le gentilezze commerciali.

Le sue mani sul mio seno, professionali, forse per un attimo incerte,aprii gli occhi per sbirciare il viso del tipo, era accaldato, sicuramente dalla fatica, dal lavoro in un ambiente caldo, proseguiva il suo massaggio, ed io mi stavo rilassando tanto da perdere la cognizione del tempo che passava.

Ero entrata alle 17 quindi ancora non era passata un'ora.. staccò le mani da me, guardai l'orologio 18,30.

kyra:"Avevo chiesto 1 ora"
Lui:"Scusi, mi sono perso non ho guardato l'orologio"

Sarà stata anche una gentilezza commerciale ma...

domenica 22 aprile 2012

Il giorno dopo



Mi sveglio con la sensazione di non sapere dove mi trovo, entra luce dalle finestre, sicuramente sarà tarda mattinata. Cosa ci faccio qui?

Metto i piedi fuori dal letto, mi alzo e la stanza sembra girarmi intorno. Mi siedo sul letto e cerco di rimettere ordine nei miei pensieri. Ho bisogno di un caffè, tutto intorno è silenzio, sento i miei passi sul parquet, cerco la cucina, la macchinetta del caffè sembra attendermi. Apro a caso un cassetto e trovo delle mandorle, con il caffè vanno bene, giro per casa sgranocchiandole, mentalmente dico grazie. Mi hanno sempre affascinato i libri antichi, forse perchè il considero pensieri immortali. Prendo da uno scaffale i "Pensieri" di Pascal, poi sfoglio romanzi di edizioni dell'800.

Mi ritrovo a pensare a chi viveva in quella casa. Leggeva a letto, condivideva il letto con qualcuno ma non sempre. Ai piedi della libreria c'è un piccolo sgabello,sembra stia lì per caso, ci salgo sopra ed immagino che a quell'altezza il proprietario trovava i suoi libri preferiti, li osservo, li sfoglio e li ripongo con cura, tra tutte le copertine di pelle scura, c'è un libro minuto con la copertina ed il contenitore in stoffa damascata, contiene una raccolta di lettere datate 1820.

Un fitto carteggio tra una contessa e un'illustre gentiluomo forse un po' reticente a quell'amore. Chissà cosa direbbe la signora sapendo che i suoi pensieri infuocati scritti con inchiostro e pennino siano giunti a noi attraversando quasi due secoli, per finire rilegati con cura in mezzo ai suoi classici contemporanei, forse si sarebbe vergognata, forse sarebbe stata orgogliosa della resistenza del suo amore.

In uno scatolone aperto trovo un libro di Walt Whitman "Leaves of grass", lo apro e a terra scivola una lettera del 1975 ancora chiusa, forse una lettera conservata in attesa di qualche cosa, o forse una lettera dai contenuti fin troppo noti.

Qualcuno che sapeva attendere, orologi antichi ricordano non il passare delle ore ma il passare delle epoche, storie, non attimi. Un cappello di panama, mi fa pensare a sigari e wisky, qualche lettura erotica.

Sarebbe stato contento di lasciare una sconosciuta in giro per casa? Mi vesto ed esco, memorizzo il suono del portone che si chiude alle mie spalle.

Città sconosciuta, in strada l'aria è fredda ma piacevole, come volesse aiutarmi a svegliarmi da quella specie di torpore. Cammino con l'intenzione di perdemi, prendo vie, seguendo un'immagine, un'odore. Perdermi per fuggire da me stessa, dopo un'ora mi rendo conto che sono riuscita nel mio intento. Comincia a piovere. Vedo una chiesetta davanti a me, sembra costruita lì per sbaglio. E' buia rischiarata solo da delle candele, sono sola, mi siedo su una panca e rimango li a lungo.

Meditare, lasciare che i pensieri escano, lasciarli evaporare, e trovarmi sola con la mia essenza. Sono dei momenti magici ed unici in cui tutto sembra perfetto, una sorta di trance emotiva, sono tranquilla, rilassata senza nessuna preoccupazione, senza nulla da fare. Piove più forte. Proprio davanti alla chiesa c'è un ristorante particolare, entro mi siedo e dico al cameriere di andare con calma, ho tempo da perdere. Lui mi guarda con simpatia e mi racconta la storia lunga più di un secolo del ristorante.

Un filo conduttore per la giornata.. Il tempo. Tempo come epoca, tempo come storia, come storie, come la mia.

martedì 3 aprile 2012

lettere d'amore



M:"ti prego, leggile, dimmi cosa ne pensi, dimmi se non era stupendo l'amore che ci legava.."

Comincia così, con questa frase. Mi ritrovo tra le dita un pacchetto di lettere che il tempo non ha rovinato, lettere datate l'anno prima della mia nascita. Lettere d'amore. Mi vergogno un pò, questo confidente "maturo", chiede un mio parere per questioni amorose risalenti all'epoca in cui io neanche esistevo. Eppure mi guarda così convincente.

Le apro, man mano scorro pagine e pagine di parole romantiche, l'idealismo dell'amore perfetto, l'ideale della vita, dove i baci sembrano saziare ben più di una bistecca. La donna che scriveva era innamorata, di un amore ingenuo, di quelli che eterni, di quelli in cui tutto sembra possibile, ove certezze diventano fantasie e dove le fantasie diventano certezze.

Tradurrei il tutto con:
Ragazza adolescente con penna in mano, in preda a una crisi ormonale, scrive idiozie. Il cinismo è sempre presente in me, invece non dico nulla..
penso a me alle lettere d'amore che ho scritto, poche, nessuna da adolescente.. tre bellissime nell'età della ragione.

Le leggo, il proprietario delle lettere, mi scruta aspettando un qualsiasi commento. Dico: "sono bellissime" non aggiungo altro, come si può aggiungere qualcosa? Sono come delle margherite, magari semplici, banali ma pure.. e in qualche modo perfette. Non sono sofisticate, non conoscono tranelli psicologici, non hanno un profumo che disorienta, ma sono perfette.

M:"ma ho fatto a lasciare andare un amore di questo tipo?"

Provo a rispondere, per niente convinta di quello che sto per dire:

K:"l'hai fatto perchè dovevi avere una famiglia diversa la tua, perchè volevi i figli che hai avuto, e volevi che questo succedesse senza lei, questo doveva succedere senza.."

M:"mi potrà mai perdonare?"

K:"lei ti ha perdonato già 30anni fà ha la sua vita, la sua famiglia, e sicuramente tu sei un ricordo bello, ma un ricordo"

M:"ti sbagli, era un grande amore, e i grandi amori non si perdonano mai"

Questa frase mi lascia ammutolita, c'è tutto, la verità. Le passioni vere non conoscono il passare del tempo, anzi a volte forse lo superano. Non dico nulla, mi commuove vedere un signore adulto, emozionato e convinto come un ventenne.

A distanza di quasi mezzo secolo, i due ragazzini innamorati, ora con i capelli bianchi, si incontrano.

Lei è più magra di quello che lui pensava, lei dice mentendo che lui è sempre lo stesso.

M:"mi perdoni?" e la signora risponde:"Ti ho aspettato, fino ad ora, non sapendo nulla di te, ti ho amato a dispetto degli anni trascorsi, della vita, della famiglia, una cosa solo ho chiesto a Dio, di poterti rivedere ancora ... non ti perdono la tua assenza, non potrei, ma ora so che questo era l'amore che io vedevo nei tuoi occhi...."

Ascolto il racconto, quasi non ci credo, quasi non voglio crederci.
Lui mi abbraccia e mi dice:"grazie di avermi ascoltato, grazie di avermi aiutato.. sapevo di potermi fidare di te, l'ho sempre saputo"

Sento una lacrima scendere sul mio viso.

martedì 27 marzo 2012

Virus "sex"



Mia nonna si faceva il bagno con le mutande, va bene, il bagno era senza porta, comunque questo deve aver influito sulla mie idee sessuali, dicono sia imprinting.


I miei mesi più seducenti per l'amore e il sesso sono stati sempre i mesi freddi Gennaio e Febbraio, forse perchè la gente va in giro molto coperta? Forse perchè ho sempre trovato qualcosa di indicibilmente erotico nel lungo tempo impiegato per spogliarsi?

I mesi primaverili ed estivi li trascorrevo senza infamia e senza lode, desideri "tranquilli", il mese di agosto una "vacanza dal sesso" tranne che per una trascurabile eccezione.

Che cavolo è successo? in questo periodo sono monotematica, ecco vedo sesso dappertutto, e mi distraggo. Le amiche ti parlano di sesso, ti chiedono consigli sul sesso... e non risparmiano dettagli, e io mi sento un po' come torturata.



E' caldo, i fiori, i pollini e le api... istinti animali.


Cerco di non pensare, concentrarmi sul lavoro, domani giornata importante in Tribunale, l'avvocato che mi interroga e mi dice :"devi ricordarti questo..e questo... e questo..."


e io che penso:"Ma questo avrà una ragazza?"


Le mie amiche raccontano:



Samantha mi ha fatto fantasticare su una scrivania,

Camilla mi ha illuminato e chiesto di approfondire l'argomento kundalini,

Sam2 ha richiesto in modo palese di venire contattata da un mio amico per motivi orizzontali,

Carrie mi ha aggiornato su una storia di sesso on line con una sconosciuto,

Gina mi ha detto che non vede l'ora di uscire con l'impermeabile con niente addosso,

Claudia dice di voler praticare l'astinenza per un paio di giorni,

L'ex dice di poter confidare le sue disavventure di sesso solo a me.


Secondo me c'è in giro un Virus...


Cure, vaccini, idee? ............lol.........

martedì 20 marzo 2012

Il cliente etico


Avere un cliente che assomiglia a John Malkovich, già mette in difficoltà, figurarsi poi se il soggetto assomigliante ha qualcosa di folle nello sguardo, nelle reazioni.

Appuntamento nel suo ufficio, con la segretaria che interpreta la parte di morto-vivente, inespressiva al punto da poterla considerare simpatica come la pianta verde che vive al suo fianco.

John si alza dalla poltrona, mi fissa in silenzio, poi volge lo sguardo fuori dalla finestra, io so che in questo momento è meglio non proferire parola, il folle mi mette in soggezione. Poi alzando le mani al cielo dice: "Kyra, così non ci siamo, questi risultati non mi confortano neanche un po'.."

Io non capisco, i suoi affari grazie al mio lavoro stanno andando bene. Bisogna sempre dare ragione ai matti.

K: "non avrei potuto fare di più"

J: "è questa il punto!, tu hai fatto anche troppo!"

Ripasso mentalmente, gli errori veniali che avrei potuto commettere in quegli investimenti, ne trovo alcuni assolutamente perdonabili.

J:"ma tu ti rendi conto, stiamo vedendo le economie mondiali crollare a picco, l'europa è un passo dal baratro, l'italia è pressochè in default, la grecia è alla fame.. e tu, mi porti un risultato del genere? un + 15% in tre mesi? dov'è finita l'etica? noi non possiamo guadagnare se gli altri muoiono di fame! Non possiamo gioire di questi risultati, quando lo stato continua ad aumentare le tasse.. Tu devi essere più etica e meno speculativa, io mi fido di te, ma questi risultati mi angosciano.."

La mia tentazione sarebbe stata di chiamare il 113 per un ricovero forzoso, oppure di andarmene sbattendo la porta in modo tale da farla cadere. Invece vidi nel suo sguardo una sfida, la tentazione irrefrenabile di farmi irritare. Non perdere la calma, pensare a soluzioni semplici, non entrare in conflitto, bisogna sempre dare ragione ai matti.

Mi venne in mente l'immagine di un prete che interpreta una predica, ovvia scontata ma di gran impatto. Lasciai John nel silenzio, poi lentamente con voce bassa iniziai:

"John, lei ha perfettamente ragione lei è un pensatore e un filosofo che cerca la giustizia, l'etica, cerca una sorta di illuminazione sulle miserie della gente, bravo John ce ne fossero di persone come lei, eppure io sento che lei vorrebbe una soluzione, sento che le sfugge, forse ha perso la sua fede, ha perso il contatto con il materialismo ha cercato di elevare la sua mente,e poi... arrivo io con questi risultati. Ora mi risponda: "fare i soldi è male?" Guadagnare è male? Essere più ricchi degli altri è male? e no, caro John. I ricchi sono solo più responsabili, più pressati da un sentimento di etica che cercano di ricacciare negli inferi, e invece lei è uno che ha l'obbligo di far soldi, ha l'obbligo di creare profitto, ogni persona che può è obbligato a fare.

Si ricorda la parabola dei talenti? ecco il Gesù ha spiegato tutto, l'unica cosa che non ha detto è cosa farci con i soldi, come rendere giustizia a tutto questa povertà che circonda la gente dannata a fare soldi? Ecco John per questo ci sono io, lei è disturbato dal 15%, va bene, doniamolo ai poveri, facciamo costruire un pozzo a chi non ha acqua, mandiamo donazioni a scuole a istituti di carità, vede i soldi sono un gran bene, sono risorse, sono benefici per tutti se capitano nelle mani giuste, come le sue.

John rimase in silenzio con le mani giunte sotto il mento, scrutò il mio sguardo, si dondolò sulla sedia e affermò: "Sei proprio una grande stronza!"

Sorrisi, presi un'altro assegno per fare soldi su soldi e me ne andai..